Ufficio scuole slovene

L'istruzione in lingua slovena in Italia

Nelle provincie di Trieste e Gorizia funzionano scuole con lingua d'insegnamento slovena. Si tratta di istituzioni scolastiche che rispettano le indicazione nazionali previste dagli ordinamenti vigenti, ma hanno la caratteristica di veicolare l'apprendimento attraverso l'uso della lingua slovena che viene inoltre insegnata agli alunni e agli studenti. 

Le scuole nascono per garantire l'istruzione nella madrelingua alla minoranza slovena del Friuli Venezia Giulia, ma accolgono anche tutti coloro che scelgono di conoscere ed imparare la lingua slovena. 

Nella provincia di Udine invece funziona una scuola bilingue sloveno-italiana in cui alcune materie vengono insegnate in lingua slovena altre in lingua italiana.  Le capacità linguistiche dei bambini vengono sviluppate a partire dall’inserimento nella scuola dell’infanzia (ovvero nella sezione primavera) e nel rispetto delle modalità espressive dei singoli bambini, come competenza linguistica doppia (slovena-italiana) ed allo stesso tempo articolata (lingua e dialetto, registri diversi all'interno di ogni lingua). L’orizzonte linguistico viene ampliato con l’inserimento di un primo approccio alla lingua inglese già dalla scuola dell’infanzia, insegnata poi nella scuola primaria e, assieme alla lingua tedesca, nella scuola secondaria di 1° grado.
La presenza del dialetto sloveno nelle famiglie e, quindi, la conoscenza almeno passiva  dello stesso da una buona parte dei bambini rappresenta la base ideale su cui innestare la lingua standard slovena; la scuola intende quindi valorizzare il dialetto sloveno nelle sue
molteplici potenzialità espressive. A prescindere dalla conoscenza del dialetto la scuola si adopera per creare situazioni comunicative atte a promuovere e rinforzare un motivato uso dello sloveno, rispettando i modelli linguistici e comunicativi del territorio e cercando allo stesso tempo di superarne gradualmente i limiti. 

È stata quindi adottata la modalità “una lingua - una persona” con un correttivo in merito all’uso del dialetto locale: le attività strutturate vengono svolte, da insegnanti diversi, nelle due lingue standard, mentre nelle attività libere e pratiche viene usato da tutti i docenti e dal
personale non docente il dialetto locale. Ciò è particolarmente importante agli inizi del percorso, nella scuola dell'infanzia, dove i momenti informali sono piuttosto frequenti. L’insegnante di lingua italiana riprende così il modello comunicativo dell’ambiente dove la
lingua standard italiana e il dialetto sloveno si trovano in situazione di netta diglossia, con frequenti passaggi di codice in relazione alle situazioni e agli argomenti affrontati; l’insegnante di lingua slovena realizza invece un normale diasistema sloveno, affiancando alla
parlata locale varietà più generali e formalizzate e sviluppando quindi nei bambini il senso delle varietà della stessa lingua e del loro utilizzo funzionale nelle varie situazioni. Ciò è importante affinché il bambino possa acquisire la lingua slovena come complemento  naturale della parlata locale e non solo come lingua appresa a scuola.  

Le capacità linguistiche dei bambini vengono sviluppate a partire dalla sezione primavera, nel rispetto delle modalità di ognuno, nel senso di una competenza linguistica doppia (slovena-italiana) ed articolata (lingua-dialetto sloveno). La presenza del dialetto sloveno nelle famiglie e, quindi, la conoscenza almeno passiva dello stesso da una parte dei bambini, rappresenta la base migliore, ma non esclusiva, su cui innestare la lingua slovena standard.
Alla scuola dell'infanzia le due lingue si alternano settimanalmente nelle attività del mattino e del pomeriggio; è previsto però un periodo di compresenza delle due insegnanti nelle attività del mattino. Le insegnanti parlano anche la variante dialettale locale, l'uso del dialetto è inoltre rafforzato dalle opportunità offerte dal territorio, in primo luogo dalle stesse famiglie dei bambini.
Nella scuola primaria le attività in lingua slovena e quelle in lingua italiana si alternano nelle attività antimeridiane e pomeridiane e riguardano tutte le aree disciplinari, ferma restando la modalità una persona - una lingua. L’incidenza maggiore di tempi strutturati
limita naturalmente le opportunità di utilizzo del dialetto locale, presente in ogni caso nelle attività di ricerca sul territorio e nei momenti di interazione informale. Nella scuola secondaria di primo grado il modello una persona - una lingua viene conservato, l'assetto disciplinare della scuola secondaria richiede però la distribuzione delle discipline tra le due lingue d'insegnamento: storia, geografia, tecnologia, scienze motorie e sportive, musica e religione in lingua slovena, matematica e scienze e arte e immagine in lingua italiana. Anche nella scuola secondaria l’utilizzo del dialetto locale rimane presente e importante nelle conversazioni informali durante le  ricreazioni, nelle attività di ricerca sul territorio e nell’analisi della specificità del contesto culturale.